VIAGGI


Le Festival d'Avignon




Capitare di sabato 14 luglio, festa nazionale per la presa della Bastiglia, ad Avignone in pieno svolgimento dell’omonimo festival è stata un’esperienza fantastica.

E’ difficile immaginare una intera città di quasi 100.000 abitanti, completamente circondata da mura medioevali, trasformata in un unico mercato-teatro a cielo aperto, e non solo, ed è difficile da raccontare a parole; ogni luogo che possa ospitare almeno una trentina di persone viene utilizzato per qualche rappresentazione.


Nel breve spazio di un pranzo veloce in un Bistrò in una delle innumerevoli piazzette che si aprono sugli stretti vicoli che contraddistinguono la città vecchia, sono stato allietato, nell’ordine, da un quartetto jazz e due diversi gruppi teatrali, in costume, che pubblicizzavano i loro spettacoli serali.


Solo il bianco e nero poteva, a mio parere, cercare di trasmettere un po’ di quell’atmosfera frizzante ma, allo stesso tempo, odorosa di lavanda e vecchia Francia. Accompagnato dalla fedele Hasselblad ho cercato di fare del mio meglio per portare a casa almeno parte di quelle sensazioni.




Aggirandosi per le stradine dal selciato antico oltre alle bancarelle con i prodotti più poveri come quelli più ricercati ci si sente di colpo catapultati in un romanzo di Simenon.

Mi è spiaciuto a sera dover ripartire, i ritmi del viaggio non consentivano di fermarsi di più. Ma mi sono ripromesso di tornare, con più calma, magari in occasione del prossimo festival.

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Israele

La prima cosa da dire, premessa necessaria, è che Israele è una terra meravigliosa con un fascino che neanche la memoria storica millenaria ed il ricordo degli accadimenti così fondamentali per la storia dell'umanità può spiegare.

 







 
 














 
 






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